Biscotti dorati e friabili dalla caratteristica forma ricurva, simbolo di Casale Monferrato e della pasticceria piemontese.
I krumiri sono biscotti di pasta frolla montata, a base di farina, burro, zucchero e uova, a forma di bastoncino piegato e rigato in superficie.
Sono nati a Casale Monferrato, in Piemonte, nella seconda metà dell'Ottocento. Secondo la tradizione locale furono ideati da un pasticcere della città, e la forma ricurva viene spesso collegata ai celebri baffi del re Vittorio Emanuele II, anche se si tratta più di un racconto che di un fatto documentato.
Anche l'origine del nome è incerta: tra le spiegazioni più diffuse c'è il riferimento a un liquore o a un'espressione popolare dell'epoca. Oggi i krumiri sono uno dei prodotti più rappresentativi del Monferrato.
La farina di mais, presente in molte ricette casalinghe, dà ai biscotti una consistenza più rustica e un colore più dorato.
Lavora il burro morbido con lo zucchero e la vaniglia fino a ottenere una crema chiara.
Aggiungi le uova una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta.
Incorpora le farine setacciate fino a ottenere un impasto morbido ma consistente.
Con una sac à poche a bocchetta a stella forma bastoncini di circa 8 cm e piegali leggermente ad arco.
Metti la teglia in frigorifero per 30 minuti: in cottura i biscotti manterranno meglio la forma.
Cuoci a circa 180 °C per 12-15 minuti, finché i bordi sono dorati, e lascia raffreddare.
Senza farina di mais si ottengono biscotti più delicati e chiari, molto simili a quelli della produzione industriale.
Un'estremità intinta nel cioccolato fondente fuso li trasforma in un piccolo dolcetto da offrire.
In Piemonte i krumiri si accompagnano spesso allo zabaione caldo, da intingere come si fa con il vino dolce.
L'origine del nome non è certa. Circolano diverse spiegazioni tradizionali, ma nessuna è documentata in modo definitivo.
Sì: si può stendere l'impasto e formare bastoncini a mano, rigandoli con i rebbi di una forchetta. Il risultato sarà più rustico.
Sono ottimi a colazione o a merenda con il tè, il caffè o la cioccolata calda, oppure come fine pasto con lo zabaione o un vino dolce piemontese.
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