Sottili nastri di pasta arrotolati a forma di rosa, fritti e immersi nel vincotto o nel miele: il dolce simbolo del Natale in Puglia.
Le cartellate sono dolci preparati con una sfoglia sottile di farina, olio e vino bianco, tagliata a strisce e arrotolata a formare piccole rose, poi fritta e condita con vincotto o miele.
Sono tipiche della Puglia e diffuse anche in Basilicata e Calabria, dove prendono nomi diversi. Si preparano soprattutto a Natale, spesso tutta la famiglia insieme, e sono riconosciute tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali pugliesi.
Sono considerate tra i dolci più antichi della regione e la tradizione popolare attribuisce alla loro forma diversi significati religiosi, legati alla nascita di Gesù; si tratta però di interpretazioni tramandate, non di origini documentate.
Un impasto senza uova né burro: la croccantezza nasce dall'olio e dal vino bianco.
Impasta farina, olio tiepido, sale e vino bianco fino a ottenere un panetto liscio e sodo; lascialo riposare.
Stendi l'impasto in una sfoglia sottilissima, anche con la macchina per la pasta.
Con una rotella dentellata ricava strisce larghe circa 3 cm e lunghe 30 cm; piegale a metà nel senso della lunghezza.
Pizzica la striscia a intervalli regolari e arrotolala su se stessa, fissando le "tasche" per formare una rosa.
Lasciale asciugare qualche ora, poi friggile in olio caldo finché sono dorate e scolale su carta assorbente.
Immergile nel vincotto o nel miele scaldati, scolale e decora con cannella e codette.
Il vincotto di fichi, scuro e intenso, è la scelta più tradizionale in molte zone della Puglia.
Con il miele il sapore è più delicato e chiaro; in Calabria e Basilicata è la versione più diffusa.
Una variante più semplice prevede solo una spolverata di zucchero e cannella sulle cartellate fritte.
È uno sciroppo denso ottenuto dalla lunga cottura del mosto d'uva o dei fichi, tipico della Puglia e di altre regioni del Sud. È il condimento tradizionale delle cartellate.
Sì, sono uno dei dolci natalizi che si conservano meglio e molte famiglie le preparano già all'inizio di dicembre.
Sì, l'impasto tradizionale non contiene né uova né burro, ma contiene glutine e viene condito con miele o vincotto.
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